MIDLAKE | Bring Down

Qualche giorno fa abbiamo ricevuto una visita al blog dal Brasile. WOW!
Probabilmente in debito di film, io me ne sono fatto uno tutto mio dove il nostro brasiliano è un tipo preromantico, teme l’arrivo dell’estate, il sole e l’allegria ma è già, controvoglia, in maniche corte. Un tipo fuori norma, in effetti, chissà con che terrore attende il carnevale di Rio….
Comunque, sarà di sicuro frutto delle cavalcate della mia mente, ma metti che sia davvero così! Non sarei io se gli negassi un tenero ricordo dell’autunno triste e piovoso che qui è il presente (e lo sarà per, arrotondiamo, almeno centocinquanta giorni), giusto?
Quindi, et voilà, i Midlake.

Non vogliamo essere accusati di plagiare i Radiohead. […] Ascolto molto molto di più i Jethro Tull che i Radiohead […] e potrei scrivere dieci canzoni simili a quelle dei Radiohead prima di una che ricordi i Jethro Tull.”
Dei Jethro Tull parleremo un’altra volta, ma secondo voi, potevo lasciar correre un’affermazione come questa (plagiatori di Radioheaduna delle mie più belle ossessioni), pur presuntuosa e arrogante, e non andarmi ad ascoltare l’album ‘incriminato’?

Non potevo. Continua a leggere

ALT-J | Breezeblocks

Alex è  forse rimasto dispiaciuto dal fatto che io la scorsa settimana non sia impazzita per i Sigur Ros, ma il mio cuore già allora non era più disponibile.  Non me lo aspettavo nemmeno io, ma il miracolo del colpo di fulmine si è ripetuto di nuovo e io sto vivendo da un po’ in una dimensione privata, tutta concentrata  “dentro”,  in contemplazione di questo nuovo oggetto d’amore: Breezeblocks degli Alt-J.

Mi sono dovuta fare molta forza, quasi violenza, per pubblicare questa canzone, come un Gollum qualsiasi geloso del suo Tessoro, volevo tenerlo per me, tutto per me, solo per me. Poi il raziocinio benedetto mi ha ricordato che non sono una talent scout, che non ho scoperto niente, che niente è mio e che probabilmente, come spesso accade, sono arrivata dopo la polvere, e che la mia standing ovation e il mio applauso spella mani arriva a spettacolo finito, luci della ribalta spente e  i tecnici delle luci a guardarmi stupiti pensando “ma dov’era questa quando tutti ne stavano già parlando?”. Eeeeh boh, chi lo sa… probabilmente a qualche festa finale di un corso estivo, o in cartolibreria a ritirare testi scolastici, o in fila ad un distributore di benzina durante i week end con lo sconto (possibile, anzi … probabilissimo).

Ma se è vero che gli ultimi saranno i primi, eccomi qua … pronta a saltare la fila.

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SIGUR ROS | Dauðalogn

Eccolo, è lui, finalmente è tornato il vate delle congiunzioni, silenzio tutti, vediamo se stavolta ci scappa anche qualche contenuto.
Più o meno queste le entusiastiche reazioni al mio primo post dopo tanto tempo, nei miei sogni: questo momento l’ho immaginato mille volte 😉 e – precipitando nella realtà – nelle chiacchiere dei giornali, nei si dice insistiti, nei provini che mediaset ha programmato a raffica,  ho invece vissuto l’altro ‘ritorno’ due miliardi di volte di più dispiacendomi che l’evento Celentano abbia offuscato e vanificato l’effetto del mio calcolato periodo di allontanamento dalle scene. Vabbè, rispettiamo i nonni, perchè senza i nonni non ci sarebbero i nipoti. Continua a leggere

LAZLO BANE | I’m not Superman

Dunque, le cose sono andate così: avevo chiesto ad Alex una presentazione un po’ in sordina, così, un inciso all’interno del post sul festeggiamento del primo, splendido anno di SoloFrammenti.

Mi aspettavo una cosa come “Ehi, ragazzi, il nostro blog compie un anno, su, let’s party, dài, trenino tutti insieme, A E I O U YYYYYYYmyamigoCharlie” e, poi, giusto un attimo prima dello stage diving, l’annuncio – no, no, troppo solenne, diciamo la comunicazione en passant? – che, ah già,  una Stefi avrebbe pubblicato qualche post nel nostro blog, vediamo cosa riesce a combinare, cosa vuoi, dilettanti allo sbaraglio…

Già, perché la competenza e legittimità della scrivente a questo tavolo sono quelle della Minetti al consiglio regionale della Lombardia. Ma non posso vantare lo stesso décolleté, quindi  uno potrebbe davvero chiedersi: ma allora perché?!?

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AUDIOSLAVE | Like a stone

Eccoli là, beccati! Tutti pronti a dire “Oh, ecco la Stefania”, “Ciao Stef” , “Continua così Stefy”  e invece … sono di nuovo io, la Vale.

Purtroppo c’è stato un piccolo intoppo. Vi ricordate tutta la nostra presentazione alla Ste giocata sul discorso “accendere la luce, abbagliare, spegnere la luce”? Ecco, la Stefa (donna con un’enorme autoironia) voleva fare un’entrata in scena mascherata da lampadina, ci ha lavorato giorno e notte… Salvo accorgersi, al momento dell’entrata in scena, che si era preparata un costume da LAMPADINA A INCANDESCENZA. Orrore! Sacrilegio! Fuorilegge! Aita Aita! Insomma, sta cercando di mettersi a norma ma ci vorrà ancora qualche giorno, nel frattempo portate pazienza, rimettete la sveglia un po’ più avanti e leggete sotto (pigri e fatalisti astenersi, non avete bisogno di incentivare la vostra naturale predisposizione all’inazione).

Sembrano passati pochi giorni dacchè vi suggerivo di ascoltare gli Of Monsters and men (che tra l’altro stanno avendo un ottimo successo malgrado il mio post) invece ALLORA eravamo in luglio… e ADESSO … gulp! … siamo a fine settembre. Continua a leggere

Un Anno di SoloFrammenti

Finalmente una bella notizia: esattamente un anno fa pubblicavamo il primo articolo su SoloFrammenti. Auguri!

E dire che all’inizio pensavamo avrebbe potuto essere solo un modo alternativo per comunicare tra noi (Valeria e Alex) risparmiando i costi degli SMS.
Così infatti è stato per un po’ di tempo (Alex: “io ho risparmiato tantissimo!”) quando, oltre a una ristretta cerchia di amici, gli unici frequentatori del blog eravamo noi, sempre noi, solo noi, e scherzavamo sul fatto che prima o poi avremmo annotato i codici accesso dell’home banking per custodirli finalmente in un luogo sicuro. Continua a leggere

DERIVA | Nowhere Land

Ehm…la volta scorsa non sono stato completamente sincero. Ho lasciato intendere che il mio compleanno fosse imminente (imminentissimo) quando invece non lo era.
Roba forte. Grandi rimorsi.

In queste settimane mi sono quindi affiorati strani pensieri sulla correttezza, tipo le  scale mobili in Inghilterra dove tutti (gli inglesi) restano a lato per far passare chi ha fretta,  l’integrità (bla bla bla…e altre cose che vi risparmierò), e mi sono girato e rigirato nel letto finchè ho deciso di chiarire questa situazione ‘forzaitaliana’ in cui sono stato equivocato a causa di un malinteso e per colpa della stampa malevola.

Ebbene, è oggi.
Peggio, è un altro anniversario del mio 30° compleanno! E non è di quelli facili  perchè – ulteriore aggravante – di quelli multipli di cinque, in cui i già predisposti come me non solo fanno il ‘bilancio’  (che quello si fa ogni anno, of course) ma anche la verifica del piano quinquennale appena terminato per, appunto, verificare, prendere la matita rossa e segnare, segnare, segnare.
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OF MONSTERS AND MEN | Little talks

Ah ragazzi… che belli che sono stati i mesi di maggio e giugno.

Maggio allietato (anche se Ale direbbe funestato) dalla mia festa di compleanno. Chi c’era ha saputo oltre ogni ragionevole dubbio che mi sono divertita e commossa in egual misura, e per parecchio tempo mi sono sentita in stato di grazia, ammantata di gratitudine verso la vita che mi ha circondata di così tante belle persone. Qui e ora lascio pubblica testimonianza di affetto ai miei amici, e la canzone che posto oggi è dedicata a loro, per quanto non sia il classicone “L’amico è” di Baldambembo.

Cosa dire di giugno…. In giugno ho incontrato due persone, che mi hanno fatto stare bene in modi diversi ma ugualmente importanti. Il più famoso dei due è Bruce Springsteen, e il suo concerto  a S. Siro del  7 giugno 2012 è ormai archiviato nella mia memoria come una delle esperienze più positive e gratificanti della mia vita.  Consiglio a chiunque si trascini svogliato e sfiduciato per i corridoi della vita di assistere ad un evento del genere: vi troverete come me (più famosa come  cinica depressa che come groupie eccitata) a rilasciare interminabili e mai richiesti  resoconti entusiastici sulla performance dell’artista, a passare ore su Youtube a rivedere i filmati girati da quei gran fighi del Pit e in generale ad attaccare bottone anche nella sala d’aspetto del dottore pur di diffondere il verbo “Io c’ero, la prossima volta siici anche tu”. Continua a leggere

ZECCHINO D’ORO | Il Pianeta Grabov

Detesto i compleanni (i miei, tutti).
Non li ho mai festeggiati con leggerezza nè con il giusto grado di importanza (o forse sì?…); nè quelli numeri primi, neanche quelli divisibili per due o quelli di passaggio, figuriamoci la devastazione dei multipli di cinque.
Già l’inizio di quel mese mi infastidisce e mi lascia la sensazione di essere in uno di quei videogiochi in cui ti si chiudono le porte dietro e devi cavartela da solo, senza armi e con sole tre vite.
Che poi nella pratica è solo una, e allora forse è l’idea del miglio verde quella più più calzante: un percorso lungo trenta giorni che ti porta inevitabilmente al giorno dell’esecuzione o, almeno per uno molto poco serial killer come me che la cosa più simile a un essere umano che ho ucciso (seppure più intelligenti di certa gente che vedo in TV) sono le cavallette, più vicino a essa.

Quando non riuscii a non compiere trent’anni l’avvilimento fu tale che, convinto, andavo dicendo che il bambino che era in me era ormai irrimediabilmente… MORTO. Continua a leggere

LANA DEL REY | Born To Die – l’album

Di questa ragazza se ne sono dette “di ogni”, tanto che in questo articolo si potrebbe facilmente finire per parlare di tutto fuorchè della sua musica.

Correrò il rischio.

Lana Del Rey, che ti guarda dalla copertina del cd con il reggiseno rosso sotto alla camicetta bianca trasparente.
Lana del Rey, con le labbra a canotto e i capelli rossi alla Rita hayworth.
LDR (Lana Del Rey) di cui si raccontano frequentazioni recenti con Axl Rose (Guns&Roses) e meno recenti con Marylin Manson (brr). [per i fan di Laura pausini: poteteprocedete oltre, non entrerò nei particolari]

Avrete già tutti un’opinione ben chiara, come l’avevo anch’io. Un altro troione. Continua a leggere