DAFT PUNK | Instant Crush

ramA volte ritornano? Il figlio di Alan Parsons? La maledizione di Alan Parsons? Non ascoltate quel disco (di Alan Parsons)? E’ più o meno quello che ho pensato al primo ascolto di “Instant Crush” quando i primi secondi del pezzo sono un omaggio a Eye in the Sky.
Ed ero così contento che finalmente i Daft Punk mi piacessero così, senza riserve, senza la voglia di seguire le mode musicali, che potrei anche pensare di avere avuto due minuti di estasi…almeno fino a quando non ho avuto il dubbio – non ancora fugato – che data la circolarità delle mode_di_tutti_i_tipi  potrei  essere così antico da aver già vissuto ‘tutto il cerchio’, per cui questo pezzo MAGNIFICO mi piace perchè seimila anni fa mi piaceva Alan Parsons e il periodo dell’infanzia non era ‘slim fit’ ma ‘a zampa e stayin’ alive‘.
Voi riderete, magari, ma segnalo che io invece ora sono serio e depresso e in più allergico a molti se non tutti i derivati di “ai miei tempi” e “amarcord” vari, perciò fate voi (e portate rispetto).

Detto questo, tutto il nuovo album Random Access Memories dei miei nuovi finti paladini anni 70 discodance mi piace alla follia:  ho passato giorni disumani in ufficio allietato solo dalle 13 canzoni nuove di zecca, che a ogni nota ti sussurrano nell’orecchio “questa è una citazione”, dagli Chic ai Bee Gees, dalla zampa alla palla con gli specchietti, anche – così senza pensarci su troppo – Heart Wind and Fire e Kool and the Gang (ma forse qui esagero…) e una s-ciantìna  di norvegesi Röyksopp.

Ebbene, E’ UN DISCO DA ASCOLTARE!!! Dategli più di una possibilità, anche se non siete degli amanti del genere. Ascoltate almeno la “8” la “5” e la “3” in questa sequenza e sappiatemi dire (che ho ragione, eh eh): è veramente una compagnia gradevolissima a volumi bassi, ma se invece alzate i decibel diventa allora necessario comprarvi un completo bianco Tony Manero e la palla da soffitto con gli specchietti riflettenti….perchè una festa la si dovrà pur fare anche se è lunedì pomeriggio, no?

Due parole imprecise sul senso di questo disco: i Daft decidono che, invece di campionare roba vecchia stavolta chiamano gli artisti ‘originali’ perchè suonino in studio con loro (e, a quanto sembra, portandosi dietro i proprio strumenti d’annata).
Figata, eh? Io non ho il servizio di avviso chiamata, ma quelli che invece sì e sono stati chiamati dai Daft accorrono subito e fanno la loro porca figura, e siccome io oggi sono superficiale più di tutte le volte che mi hanno detto che sono superficiale messe insieme, andatevi a cercare gli altri nomi, io citerò solo Nile Rodgers [che, ricordiamolo, miracolò i Duran Duran con l’album Notorious] e Giovanni Giorgio Moroder, che in “Giorgio by Moroder” racconta i suoi esordi musicali…..in un inglese che mi dà GRANDE speranza per il futuro del mio (inglese) dato che in 30anni non ha perso neanche un po’ dell’accento italiano e temo non abbia acquistato granchè di quello americano, ma è evidente che – come la scuola italiana ha mostrato di sapere in anticipo – studiare l’inglese non è indispensabile.

A parte i dettagli pettegoli, anche il pezzo con Moroder (credo una citazione di “Flashdance Theme” uno strumentale dell’album Flashdance), benchè sia “fatto di niente” e uguale dall’inizio alla fine (ma uguale uguale!! giusto una tastierina in più a ogni giro) è una roba che mi si appiccica addosso da subito e mi devo trattenere per non esibirmi in performance ballerine davanti alla macchinetta del caffè (poco zucchero, grazie) come vorrei fare un viaggio più lungo in auto per ascoltarla un’altra volta.

per chiarire: qui si parla di Instant Crush ma solo perchè ormai del primo singolo è stato scritto e ascoltato tutto e lo conoscerete anche se abitate in una grotta: è battutissimo in ogni punto del globo o al posto dell’Alleluia di domenica scorsa alle 11, ma va detto che SE i primi 20 secondi di “Get Lucky” –  con quelle chitarrine funky GRANDIOSE che ti rimbalzano in testa – non ti ancora ancora detto nulla, allora non solo sei morto ma vedi bene di farti la domanda: “era vita?”

Instant Crush è una di quelle canzoni che non so la domanda ma la mia risposta è SI (quasi come disse Woody Allen su altri temi ‘non musicali’) e credo sarà il secondo singolo perchè furiosamente trascinante: il tributo a Eye in The Sky  è solo nell’atmosfera perchè null’altro ricorda quella canzone se non la chitarra, ma già basta per entrare in sintonia con il pezzo, che è in verità molto asettico al primo ascolto: verso ‘tristino’ e preparatorio a un inciso veloce suonato con la tastiera trovata nelle patatine (di solito un’offesa, invece qui è magnificamente vintage),  con mille parole compresse ma ancora non abbastanza lungo per esserne soddisfatt.
Finisco così  per volerne ancora, e ancora, e ancora [è questo il frammento che ho scelto] perchè, stregato da loro, vorrei ascoltare le armonie delle voci ‘vocoder’ digitali per sempre! [e ho capito anche perchè: sono messe lì in disparte ma il pepe del ritornello sono le dissonanze della seconda voce nelle vocali finali “again”, “everyday”, e soprattutto “friend” ].
Ecco fatta la canzone, il resto della song – bello, ma dopo questo per me tutto viene dopo –  è struttura tradizionale: ancora strofa, assolo di stampo “Brian May/Queen”, poi ritornello in quantità industriale e finale, ma quello che c’è stato già basta e avanza per la primavera che non ho avuto e per l’estate che verrà.

Ci tengo a precisare che la inconsueta brevità e la vaga sintesi di questo post rispetto ai miei altri (nota per i tipografi: brossura, rilegata con punti omega) non deve indurvi a pensare che il pezzo mi piaccia di meno e nemmeno che io sia rimasto senza parole (se, come spesso accade, non ne ho di significative, abbondo con tutte le altre) o peggio senza anima o frammenti.

Cercando l’applauso, confesso che faccio una fatica boia perchè HO POCO TEMPO ma, essendo Valeria ancora in difficoltà con il computer (dice che è troppo lento, e deve essere vero considerato quanto tempo è passato dall’ultimo suo frammento), mi sforzo di tenere vivo il blog e a scrivere qualcosa nei ritagli di tempo: mentre il latte si scalda nel microonde, mentre aspetto l’acqua calda per la doccia, mentre attendo la commercializzazione del l’elisir dell’eterna giovinezza.

Le dimensioni contano? Certo che sì ma è vero anche che se milioni di persone saranno contente della promessa di brevità, altre che volevano arrivare a sera leggendo un solo post saranno deluse.
E’  così difficile accontentare tutti. :-/ e soprattutto me stesso, che avrei voluto ma non potrò mai scrivere qualcosa di compiuto del tipo di “si sta come d’autunno sugli alberi le foglie” (senza specificare il tipo di albero e un paio di sciocchezzuole? impresa impossibile).
All’uopo sto cercando di trovare un modo più schematico e sintetico (che – ho contato le righe anche di questo post – certo non è questo) per riuscire a cambiare registro e, magari, a produrre più frammenti senza brossura.

Chissà, vedremo se questo sarà possibile e leggibile ma mi piacerebbe che [cercando l’applauso, la ola, il “resta come sei”, fate voi] il plauso arrivasse anche solo per le intenzioni più che per il risultato (perchè, avete capito, che potrebbe non arrivare).

Riassumendo: disco quasi tutto bellissimo. Instant Crush=figata pazzesca assieme a Get Lucky e Giorgio by Moroder.
Se “la trinità” non ti soddisfa allora non c’è speranza.
Se invece c’è ancora vita sul tuo pianeta allora ascolta tutto: “Within”, Touch”….tutto tutto tutto. Eccetto “Lose yourself to dance”….che mi fa schifo.

5stelle

Il frammento

Il link al brano completo

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22 risposte a “DAFT PUNK | Instant Crush

  1. ank io dal primo momento ke mia figlia me l’ha fatta ascoltare (mi riferisco a instant crush) ho sentito molto il suono e o stile Alan Parson

    • pare impossibile che un suono così semplice (la pennata della chitarra con quell’effetto lì) abbia segnato così a fondo un pezzo di storia della musica, no?
      dopo aver scoperto instant crush, sono stato qualche giorno ad ascoltare gli album di alan parsons….molte loro cose sono ancora belle oggi.
      grazie per la visita
      a.

  2. Pingback: SCHMIDT | Black Roses | Solo Frammenti

  3. Pingback: DAFT PUNK | Get Lucky feat. Barack Obama | Solo Frammenti

  4. Ed eccomi qua, come ai vecchi tempi, a commentare il post con 24 ore di ritardo.

    Partiamo dai Daft Punk che, con i loro precedenti lavori, pur osannati a destra e a manca, non mi avevano fatto impazzire…
    …poi però è uscito “Get Lucky”, singolo di lancio del loro nuovo album (ma Valeria, davvero davvero non l’avevi mai sentita?!?) e subito ha risvegliato la mia attenzione portandomi ad attendere con curiosità l’uscita di Random Access Memories…
    …che non ha disatteso le mie aspettative: secondo me è un gran album, a discapito delle opinioni di quelle stesse persone che avevano esaltato i lavori precedenti dei Daft Punk e che bollano questo come “niente di originale” o “tutte cose già sentite” (parole testuali di alcuni colleghi più “giovani” del sottoscritto), mentre da un primo giro di opinioni pare che proprio fra i 40enni questo album (e già il fatto che io continui a chiamarlo chiami così fa intuire molte cose) stia riscuotendo molto successo (e non escluderei che proprio questo fosse lo scopo del duo francese nel qual caso direi che hanno fatto centro in pieno).

    Arrivo a questo punto al frammento in questione, ovvero “Instant Crush”, che certamente è una delle cose migliori del disco, anche se personalmente io continuo a preferire “Get Lucky” (nonostante l’esagerata sovraesposizione – no scusa Valeria, adesso basta scherzare: sei proprio SICURA di non averla mai sentita fino a ieri?!?)

    Per il resto devo concordare con chi ha definito “perfetto” il post di Alex: a partire dall’inglese di Moroder per chiudere con la sorprendente capacità di sintesi dimostrata in questa situazione non posso che essere entusiasta di questo post che dimostra, una volta di più, qualora fosse necessario, che la classe non è acqua.

    Giusto per chiudere mi è rimasto solo un dubbio: Valeria, Get Lucky ti piace vero?

    • Insomma però anche tu, non mostrare neanche un minimo di dissenso, come lo spiego poi a valeria che non mi scrivo io i tuoi commenti? 😉

      Inutile dire quanto concordi con te, ma del resto tutta questa acredine verso il risultato stilistico inaspettato di questo “mucchio di mp3” mi pare un po’ esagerata (i carabinieri di ondarock aprono la rece dicendo “fermi tutti questo NON e’ il disco dell’anno”. Mamma mia, sarà il disco dei 200 giorni che mancano…, riponete l’ascia); del resto non è un po’ come ha fatto Tarantino con Django (e anche altre volte in passato) saltellando qui e là sui western all’italiana? “Ah beh, lui è Tarantino”. E loro sono i Daft Punk (e anch’io sorprendo ogni volta, perchè la pasta alla carbonara la faccio sempre diversa, salatissima o ‘disavìa’).

      Ma veniamo alle cose importanti: LE PIACE o NON LE PIACE? Non so, sai anche tu com’è lei: non si esprime (!). Però è successo questo: avevo lasciato la chiavetta usb con Get Lucky in auto ieri sera.
      Stamattina non c’era più e vicino alla macchina ho trovato (sull’asfalto, alle 7.30 di mattina, assonnato….ma che occhio!) ….un capello biondo.

      Ma non saltiamo a conclusioni, si è innocenti fino a prova contraria, lasciamo che la giustizia musicale faccia il suo corso. (HA!)

      AlessandroGiovanniGiorgio (but everybody calls me Alex)

    • Siete DUE MOSTRI! Ogni volta che mi dite “Valeria ma davvero non ti piace Get Lucky?” vado a riascoltarla (perchè per niente sicura di detenere le tavole della legge), e giunta ormai al 15mo ascolto mi sento di ribadire che non mi piace. Voglio dire, non mi fa ribrezzo, ma non mi dice niente e a 2/5 di canzone comincio ad avvertire un certo fastidio e una certa tentazione a saltare al brano successivo. Confermo pure che prima di ieri non l’avevo mai sentita e, sicura che mi verrà passato un ottimo avvocato d’ufficio, confesso pure l’inconfessabile: non avevo mai sentito parlare prima dei Daft Punk 🙂
      Va bè ragazzi, è stato bello finchè è durato, mi dispiacerà d’ora in avanti vedervi far finta di non conoscermi perchè diventata ormai una conoscenza imbarazzante, ma niente è per sempre vero??? Come prova a discarico porterò in tribunale quanto già detto e cioè che Instant crush mi piace tantissimo.

    • vabbè Johnson, ci tocca leggere tra le righe… quante parole in più per dire “mi piace”, persino io ne avrei usate di meno (!)

    • Per quanto possa sembrare incredibile, parlando con mia moglie di questo frammento ho scoperto che:
      – Non aveva mai sentito Get Lucky
      – Non aveva mai nemmeno sentito parlare dei Daft Punk
      – Dopo aver ascoltato metà di Get Lucky ha detto che “non la faceva impazzire” (in pratica un modo gentile per dire: cambia musica che è meglio)

      E per inciso lei non potrà nemmeno difendersi in tribunale dicendo che Instant Crush le è piaciuta perché anche per quella ha espresso un giudizio analogo…

    • Oh! situazione da equilibristi, ma stai sereno, hai da subito la mia disponibilità per deporre in qualità di “persona informata sui fatti”. 😉

  5. certo alex che il primo di aln parson era più icisivo.più marcata la musica,questo è un pò più soft,e forse un poco ripetitivo.che dici di questo mio giudizio?

    • Dico che forse sì, non sono certo della tenuta [dell’album] sulla distanza, ma mi godo il momento e non sapendo ancora cosa avrò per cena stasera, credo sia meglio non guardare troppo lontano.
      Comunque proprio oggi ho letto un post di uno che li ha letteralmente fatti a pezzi, deluso da questo rispetto agli album precedenti.
      Per ora, cinque stelle
      Ciao! (Get lucky)

    • WOW, che endorsement senza freni! Ti ringrazio per l’approvazione che spero di confermare anche senza il traino emotivo di queste canzoni onestamente travolgenti, quindi tutto merito dei Daft! 😉

  6. P.s.: mai sentita (MAI MAI MAI SENTITA) Get Lucky … oddio, ma dove vivo??? E in più non mi piace … ahimè non sono morta, ma vorrei esserlo anche solo per rispondere alla tua domanda: ovviamente non era vita!

    • oddio, mai sentita!! pensavo non fosse possibile, evidentemente non vai a messa la domenica, altrimenti….

      sul resto, dici “e in più non mi piace”. Come? Non capisco! “e in più non mi piace”. Come? Non capisco! “e in più non mi piace”. Come? Non capisco! “e in più non mi piace”. Come? Non capisco! “e in più non mi piace”. Come? Non capisco! “e in più non mi piace”. Come? Non capisco! “e in più non mi piace”. Come? Non capisco! “e in più non mi piace”. Come? Non capisco! “e in più non mi piace”. Come? Non capisco! “e in più non mi piace”. Come? Non capisco! “e in più non mi piace”. Come? Non capisco!

      Mi spiace, non capisco. Intendevi dire “che ti piace?”

    • intendevo quello che ho detto… ma non è sufficiente che mi piaccia tantissimo Instant crush? O tutto o niente? E va bene, allora niente 🙂

  7. Figata pazzesca! FIGATA PAZZESCAAAAAAAAAAAAAAAA!
    Passo a prenderti stasera, un salto veloce a comprarci un completo bianco a zampa (suit up!) e poi via in discoteca (o a casa mia: lunedì sera ho ricoperto di stagnola un pallone e l’ho attaccato con il filo da pesca ad un faretto… effettone assicurato).
    Io per adesso sono persa d’amore solo per Within e il gioiellino che hai postato, e non è detto che ritorni sui miei passi, nè per te e neanche per Giorgio Moroder, malgrado la sua difficoltà con le lingue straniere mi faccia un vagone di tenerezza.
    Ma se in un album io trovo DUE canzoni che mi procurano l’ennesima ricaduta nella dipendenza mi sento già una bambina fortunella.
    Ti dò la possibilità di aggiungere ancora qualche riga al tuo post insolitamente breve (?): questa canzone risulta essere dei Daft Punk feat Julian Casablancas… ti ricordi chi è costui???
    P.s.: allo scopo di permetterti di organizzarti le ferie (e magari, anche scaldarti una tazza di latte rimanendo semplicemente concentrato sul timer) ti informo che il mio pc è un po’ meno lento 🙂 D’altro canto, mi sono alzata dal letto ormai 15000 volte oltre a trovare il tempo per fare lavoretti con la stagnola… non è che posso fare tutto io!
    Bravo come sempre dunque, e stavolta bravo anche perchè è da un po’ che “porti il Cristo e canti”.

    • ah, dai, casablancas l’avevo ignorato in favore di Nile Rodgers e suoi giri di basso e Giovanni Giorgio.
      Naturalmente non me lo sarei mai ricordato CHIE ERA VERAMENTE ma tu, che naturalmente sapevi già tutto sugli Strokes, mi porti a dover dare delle opinioni. Beh, gli strokes non mi avevano fatto particolarmente impazzire al tempo del tuo post ma: bravo Julius! che 1) aveva il telefono libero quando l’hanno chiamato e 2) ha fatto bene il suo lavoro.
      Certo, con un pezzo del genere la santificazione è obbligatoria ma temo la riserverò solo per i Daft Punk escludendo il buon Julius. Del resto anche Corrado ebbe stratosferici esiti di vendita non per meriti suoi ma per la qualità della canzone (Carletto). 😐

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