JANIS JOPLIN | Work me Lord

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La fecondità natalizia di Alex mi ha costretta a rivedere l’incipit del mio post almeno tre volte, per cui sto giro o pubblico o dò una martellata in testa all’uomo e lo mando a sognare renne e strenne per un po’ (senza contare che mi tocca pure incassare le battute sulla rapidità di Malick in confronto alla mia, e non riuscire neanche ad offendermi bensì …. a riderne!).

Riallacciandomi a quanto detto da Johnson nel suo post su Ane Brun,  anche per me la voce del / la cantante fa decisamente la differenza nei  meccanismi che regolano il mio personale gradimento di un brano e quindi, pur essendo stato molto gratificante  proporre qualcosa di nuovo o perlomeno non usurato dagli ascolti nelle ultime due occasioni, questa volta rispolvero un classico dei classici per parlarvi di una delle voci femminili che amo di più in assoluto:  Janis Joplin, la sacerdotessa del blues, con la sua stupenda Work me Lord.

L’accostamento al glamour sexy tenebroso di Lana del Rey, come pure all’aria da brava ragazza di Tracey Horn, non potrebbe essere più stridente. Pazienza, non importa … questa canzone doveva essere e questa canzone sarà, whatever the consequences may be. E poi siamo proprio sicure che Lana e Janis non abbiano in comune più di un lato oscuro? La fondamentale differenza tra le due, a mio avviso, risiede nel fatto che Lana appare più algida e misteriosa, e probabilmente “ci fa” un bel po’.  Janis invece c’era al 100%, genuina e ruspante, non una candela dalla luce fredda ma una girandola di Capodanno, che ha bruciato velocemente e non penso solo a causa della droga sinceramente …. quando ascolto le sue canzoni, ho come l’impressione che in ogni interpretazione lasciasse un pezzo di sè… tanta intensità, tanto pathos non possono non consumarti.

La carriera della Joplin, tuttora arcifamosa malgrado appartenga a tre/quattro epoche musicali fa, non fu molto lunga, all’incirca dal 1965 al 1970, anno della sua morte per overdose (pochissimo dopo Jimi Hendrix e poco prima di Jim Morrison).  Arrivando in California dal Texas, iniziò come cantante dei Big Brother and the Holding Company, per poi passare alla carriera solista accompagnata dalla Kozmic Blues Band prima e dalla Full-tilt Boogie Band poi…. Ma sinceramente, a chi importano le sue band? Solo di lei rimane vivo il ricordo, malgrado il passare degli anni.

Penso che Janis la si possa amare o odiare,  vietate le mezze misure. Il mio primo ascolto di lei avvenne grazie ad un amico che mi passava delle cassette di musica anni ’70, e fu così che ebbi il mio imprinting con Maybe, che mi lasciò folgorata (l’amore). Mio fratello invece, chiedendo chi fosse  “quella che cantava come un gatto stretto all’uscio” credo ne pensasse un po’ meno bene di me (l’odio).

E allora Maybe, ma anche la sua versione di Summertime e Me and Bobby Mc Gee, Fareweell, Mercedes Benz, Cry baby con il suo inizio al fulmicotone e avanti con il repertorio, ci sono moltissime sue canzoni che mi piacciono DA MORIRE.

Work me Lord però occupa un posticino particolare nel mio cuore, per due motivi: l’interpretazione, sempre un plus nel caso della Joplin ma in questo caso a mio avviso particolarmente intensa (la voce ragazzi, la voce!), e il testo, un’accorata preghiera/invocazione al Signore affinché non si dimentichi di lei e le doni uno scopo nella vita.

Il frammento, che sbagliando forse sarà la sola cosa che ascolterete perché la canzone, come succedeva spesso in quegli anni, “è lunga a bestia” e sfinisce un filino, è questo:

Il frammento:

Well I don’t think I’m any very special
Kind of person down here, I know better,
But I don’t think you’re gonna find anybody,
Not anybody who could say that they tried like I tried,
The worst you can say all about me
Is that I’m never satisfied…

 E va be’, lo ha cantato prima lei, ma alzi la mano chi non ha mai pensato, almeno una volta, la stessa cosa di se stesso. E ovviamente anch’io, ANCH’IO l’ho pensato… Ma cosa, direte voi, ho pensato? Non come probabilmente i più maliziosi crederanno, che non sono mai soddisfatta (che è anche vero, ma non è questo il punto stavolta). Anch’io fino a non molto tempo fa cantavo e pensavo e credevo di provarci proprio tanto.  Non è più così da un po’ di tempo in effetti, e allora, visto che siamo a Natale (va bene, mi arrendo, avete vinto voi anche quest’anno … maledetti :-)), e i desideri  si sprecano e si mettono addirittura per iscritto, quest’anno la mia letterina a Babbo Natale farà così:

 “Caro Babbo Natale, solo una piccola cosa ti chiedo, piccola ma importante: conserva per sempre in me la voglia di provarci più di tanti altri, cancella un po’ di cinismo e disincanto prodotti dall’esperienza e reintegra i livelli di entusiasmo. Fammi restare per sempre una persona che ci prova perché ha speranza, e non che tira avanti  perché bisogna.”

Ringrazio Janis Joplin per esserci stata, ringrazio il mio amico per avermela “presentata”, e ringrazio Babbo Natale per avermi dato la scusa di ripassare uno dei fondamentali della (mia) vita.

Ringrazio anche coloro che amano o ameranno questa canzone (5 stelle per me), a tutti gli altri carbone e legnate perchè va bene che a Natale siamo tutti più buoni …. ma io non sono tutti 🙂

Il link al brano completo:

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10 risposte a “JANIS JOPLIN | Work me Lord

  1. Pingback: EelST | Christmas with the Yours | Solo Frammenti

  2. ecco…io….confesso che faccio fatica a farmi conquistare dal blues.
    Non posso dire che non mi piaccia (quello è il jazz) ma pur intuendo che sono lì, di fronte al capolavoro, non riesco ad farmi trasportare come penso che invece dovrei, e invece mi ritrovo a stufarmi perchè l’impalcatura armonica è sempre uguale e alla fine rimango sempre “capra mortificata” (e insoddisfatta).

    E’ il caso anche di questo pezzo – a cui però sulla, chiamiamola, ‘fiducia’ e soprattutto per timore di dire una bestialità tipo ‘che Madre Teresa di Calcutta era cattiva’, darò comunque quattro stelle – in cui senza dubbio il vero plusvalore va all’interpretazione e al carisma di Janis Joplin. Di le non so tantissimo per colpa del blues e solo del blues, ma non è certo da me che aspetterete un trattato (io ne ho fatti due sulle gemelle Del Rey, quella brava e quella maiala, e ho speso per loro più volte la parola ‘artista’, come potrei essere credibile?) ma vale comunque l’occasione per ascoltare qualcosa di vecchio (e di nuovo e di rosso, ricordate, ormai siamo quasi alla fine dell’anno), non sia mai che io possa riscoprire perle del passato.

    Il post.
    Da come me l’avevi anticipato ieri, mi aspettavo un paio di congiunzioni, due “janis Joplin” e un paio di ripetizioni del “titolo del brano + blues” e il frammento.
    Giusto per chiudermi la bocca (e il parallelo sulla prolificità di Malick e altri “blogger femmina italiani”).
    E invece ti vieni fuori con questo, lettera di natale mista a dichiarazioni di intenti.
    Niente male, niente male davvero! Hai detto la cosa giusta, anzi anch’io ricopio la tua lettera e la faccio mia per il mio babbo natale.

    Sono ancora commosso dalle cose bellissime (anche quella volta dell’inno di mameli avevo gli occhi gonfi) che Benigni mi fa scoprire dell’italia, l’italia BELLA e di cui almeno oggi mi fa sentire orgoglioso di appartenere, e quindi entro a 100 all’ora nel mood natalizio + new age e sostengo più di quanto avrei fatto ieri che “E’ giusto alzare la testa e non scoraggiarsi”: almeno quando ci arriveranno tutte le cose belle che aspettiamo – che sono tutte lì, vicine, ma bloccate dal….traffico – nessuno potrà dire che noi non ce le si meritava, giusto??

    Per cui, rallegramenti (uso questa parola come fa un amico francese quando vuole invece dire “complimenti”) bello proprio, questo tuo intervento.
    E che babbo natale esaudisca i tuoi desideri con una certa urgenza (meglio dare più urgenza del necessario, trattiamolo come un fornitore qualunque, sennò ‘scantìna’) così finalmente accontentata….ti sbarazzerai finalmente del ‘blues’ 😉

    Merry Christmas

    • Il tuo commento rappresenta la prova del nove che è proprio vero che a Natale siamo tutti più buoni …. Dio santo Alex, cosa ti è successo???? Dovrò aspettare gennaio per ricominciare a difendermi? Ah ah ah
      Comunque sì, hai ragione, è solo colpa tua se non ti piace il blues.
      Fai come me, impazzisci un giorno per Lana Del Rey e impazzisci il giorno dopo (anzi … anni prima) per Janis Joplin, senza accorgertene ti troverai un giorno ad assomigliarmi (ah ah ah, che culo! E poi voglio darti ad intendere di volerti bene!).
      Comunque, pessima notizia dell’ultim’ora, ho sentito dire che Babbo Natale… non esiste 😦 Rimbocchiamoci tutte le maniche, aiutiamoci come possiamo (con la musica, con le amicizie, con Roberto Benigni, con il buon vino) e cerchiamo di farcela sempre, o perlomeno … fino a stasera.
      Merry Christmas!

  3. Beh, accidenti! Gran donna la Joplin, gran pezzo e grande frammento (5 stelle anche per me) quelli che hai scelto (e molto belle anche le foto usate per il video), ma soprattutto grandissimo post: come non sottoscrivere in pieno la tua “letterina” a Babbo Natale?
    Effettivamente basterebbe recuperare un po’ di entusiasmo, ma com’è difficile a volte. Per fortuna, almeno per me, c’è la musica e un pezzo come “Work Me, Lord” personalmente mi da una gran carica (basti dire che uno dei miei 3 desideri irrealizzabili sarebbe aver potuto assistere al concerto di Woodstok dove la Joplin ne fece una versione da 8:40, il brano più lungo della sua setlist di quel giorno).
    Io sono uno di quelli che il Natale lo vive bene e lo aspetta con ansia (anche, se non soprattutto, nei momenti difficili) e quindi sono molto contento di vedere che alla fine lo spirito natalizio ha coinvolto anche te, sebbene a modo tuo 😉
    Per quanto mi riguarda ti auguro ogni bene (ma questo già lo sai) e spero che davvero Babbo Natale legga anche lui SoloFrammenti e possa darti ciò che chiedi.
    Io dal canto mio…

    …Well, I’m gonna try yeah, just a little bit harder…

    • Sai Marco, ha proprio ragione Alex … sei un generatore leader di gratificazione, se non di vera e propria autostima. Ma quanto bene ti voglio, e non perchè è Natale?
      Il tuo commento così rapido e puntuale scalda il cuore, senza contare che anche tu ami la Janis!!! Bravo ragazzo 🙂
      Però dai … grandissimo post?!?!?! Ammettilo, hai avuto paura di prendere la promessa vagonata di carbone e legnate 🙂
      Povero Alex, toccherà a lui anche stavolta fare il lavoro sporco e spegnere i miei facili entusiasmi. Giocando d’anticipo, provo a intenerirlo citando (sempre da Try): “If it’s a dream I don’t want nobody to wake me”. Grazie.
      Tornando a Janis Joplin, era da parecchio parecchio che pensavo di pubblicare una sua canzone, e la decisione è diventata irrevocabile quando, guardando l’unica mezz’ora dell’edizione 2012 di X Factor, ho sentito Nice cantare, come suo cavallo di battaglia credo, “Cry baby”.
      Bella voce Nice, meritava come minimo di arrivare in finale. Ma fiondandomi immediatamente a risentire la canzone originale, la pelle d’oca e lievitata di un altro paio di centimetri… Perchè ok, spazio al nuovo che avanza, ma che meraviglia questi vecchi amori che fanno ancora tremare il cuore…

      .

    • Grandiosa Nice, la cui perfomance mito per me è stata una canzone di Mina.
      Io adoro Chiara (un altro caso di gemelle: una goffa e impacciata, l’altra divina e perfetta) e, già saprai, va a sanremo. sei avvertita, per l’occasione sto già scaldando le pizzette.

    • Beh, su Janis Joplin, come su quasi ogni altro cantante o gruppo che abbia vissuto il suo periodo d’oro dalla metà degli anni ’60 a quella dei ’70, con me sfondi una porta aperta: quello è il periodo che in assoluto ritengo più entusiasmante per la storia della musica “leggera” e lo adoro.
      Sul fatto che definisco “grandissimo” il tuo post, ti garantisco che per la parte dal frammento in poi (quindi la tua letterina e quello che segue) lo penso sinceramente, quindi nessuna paura delle legnate a guidare le mie parole 🙂
      Sulle recenti edizioni di X Factor e sui partecipanti non esprimo giudizi perché non conosco la materia.
      Bene, a questo punto se superiamo il 21 dicembre senza “fini del mondo” vedrò di postare anche io il mio contributo “natalizio”.

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