GIORGIA | Se telefonando

Sono stato più volte sul punto di pubblicare il frammento di questa canzone, prima che la sigla finale dello show Il più grande spettacolo dopo il weekend la riportasse alla luce.
Poco male, sono stato ‘battuto’ da Fiorello, mi poteva andar peggio (Carlo Conti).

Per me Se telefonando è sempre stata un mito e un mistero insieme, anzi proprio un vero esempio di frammento: infatti, pur considerandola uno dei momenti musicali italiani più affascinanti di sempre, solo l’inciso è fissato indelebilmente nella mia testa da anni e – sono sincero – a ogni ascolto ancora mi meraviglia e mi lascia i brividi, mentre la strofa, ascoltata anch’essa mille e mille volte,  non saprei cantarla, nè testo nè parole. Sarà perchè è cantato solo una sola volta all’inizio mentre il nucleo della canzone è il ritornello ripetuto, ma proprio non me la ricordo. Mai! (un bel problema il mio, converrete).

Come molti sapranno è un brano del repertorio ‘storico’ di Mina (1966) che porta la firma di nientepopodimenoche (era tanto che volevo usare questa parola che fa molto….sabato sera) Ennio Morricone per le musiche e, sorpresa, Maurizio Costanzo (!!)  co-autore del testo.

Sapete cosa? Questa è una delle canzoni che avrei voluto comporre io: mi sarebbe bastato anche solo il testo, scrivere la frase Se telefonando io potessi dirti addio….ti chiamerei, ma anche le seguenti Se io rivedendoti fossi certa che non soffri ti rivedrei, se guardandoti negli occhi sapessi dirti basta ti guarderei (tristezza vestita da eleganza, che classe!)…. e la mia vita avrebbe avuto un senso (un senso in più, of course).

Capolavoro! Sì, capolavoro e basta,  non capolavoro anni 60, anche perchè – ci avete mai pensato? – non so per quali motivi, il giudizio su opere musicali e cinematografiche del passato è spesso meno severo che non su quelle contemporanee.
Pensiamo a film come “Sabrina”: lieve e delizioso l’originale, scontato e insipido il remake degli anni 90, pur basandosi sul primo in modo quasi calligrafico.
Ok, diciamo che potevo scegliere un esempio più lampante, ma senza dubbio sulla nostra percezione l’effetto empatia pesa in modo considerevole  e, inconsciamente, ci mettiamo nei panni e nei tempi di chi l’ha scritto e girato, con i mezzi, l’entusiasmo e – credo questo più di tutto – l’ingenuità di allora.
E come alla recita di Natale della scuola materna i cori dei bimbi tre-enni sono una delizia solo per le orecchie dei genitori che, tutti, si convincono ancora più di avere dei piccoli Bono o Mina in casa, così il vintage artistico ha una via preferenziale verso i nostri centri di smistamento emotivo.

Purtroppo l’empatia viene sfruttata oltremodo ai nostri tempi e fa sì che alcune/tante/troppe/più che a bizzeffe bigiotterie musicali italiane d’annata vengano ancora oggi scambiate vendute per perle, in virtù solamente della loro anzianità di servizio. A sentire ancora oggi le varie Tintarella di lunaI Watussi, ogni cosa di Nilla Pizzi e altro puro ciarpame italiano anni sessanta, celebrato dai cori pecorecci degli inumani della domenica pomeriggio, mi viene voglia di farmi un bagno in vasca con il phon acceso [funziona ancora, o sarebbe tutto inutile per via del salvavita?].
Purtroppo si sopravvive (noi e loro) anche a questo.

Ok, suona snob ma non è così, perchè non è che la buona musica si ascolti solo seduti sul divano, pullover di cachemire e  l’indice sulla tempia (Hang up di Madonna è fantastica e chi è sul divano era già morto prima), ma almeno smettiamola di considerare imprescindibili robe come queste appena citate che, ricordiamocelo sempre, gli italiani ascoltavano quando in Inghilterra si era già ai Beatles (non solo per quelli col cachemire, ma per tutti).
E lasciamo fuori dal circo del revival (anzi re-re-re-revival) questo capolavoro pop,  luminosa stella nel firmamento della musica italiana (un po’ troppo Susanna Tamaro questa frase, no?) che conta varie cover non solo italiane, tra cui la particolare versione dei DeltaV.

Morricone è un genio, lo pensiamo in tanti e io probabilmente non sono che l’ultimo, ma quando lessi tempo fa che l’idea del ritornello gli venne ascoltando le sirene della polizia di Marsiglia rimasi folgorato e ancora oggi mi chiedo se ci sia una sua canzone nata dal suono della sveglia delle sette o dal bip-bip-biiiip del fine programma della lavastoviglie.
Che grandissimo figo!!! (e, per l’angolo dei rimpianti, porca miseria, se avessi fatto più attenzione al bip della spia della riserva….)

Oddio, quello che doveva essere una piccola introduzione è diventato il primo volume dell’enciclopedia superficiale  della musica (che spiega un solo brano: questo). Chiedo scusa, sono un prolissone, è che mi è sempre piaciuto scrivere per le grandi platee immaginandomi davanti a centinaia di occhi e orecchie attenti ad ogni mio cenno, verità rivelate o, più spesso, congiunzioni.

Altre due cose (a mio modo) brevi e poi il voto:
Ritornello: come si disse poche righe più su, è ipnotico e affascinante. Costruita su una successione di accordi superba [che rientra nel Modulo A]  – tanto che anche senza il cantato se ne avverte la bellezza – la voce si basa fondamentalmente su tre note che ‘perdono l’equilibrio e rimbalzano’ fino al “ti chiamereeei” che riporta per un attimo sulla terraferma e ci prepara ai successivi attacchi di labirintite.
Veramente formidabile, ma in più ad ogni ripresa del modulo l’autore pensa bene di fare una cosa che a colpo d’orecchio sembra (ma non è) un cambio di tonalità, quello stratagemma magico utilizzato spesso per riportare l’interesse su una melodia già ripetuta troppe volte che, cantata mezzo tono più alto, dona nuova freschezza al ritornello.
Invece qui qualcosa di simile in effetti succede, seppure in modo diverso e più complesso, e questa sensazione di rilancio diventa parte integrante dell’inciso che alla fine di ogni frase non ‘mette il punto’ ma ci lascia in sospeso [punto di ascolto 0:10-0:12] per ben tre volte – e ditemi che non siete lì anche voi trepidanti ad aspettare il resto della storia – e poi va su ancora, prima di chiudere il cerchio tornare con i piedi per terra.
Non so voi, ma per me, meraviglioso.

Giorgia: che vergogna, citarla solo ora, lei che è uno dei motivi per riportare alla ribalta questo brano. Ho sempre sostenuto che a Giorgia manchino due cose: del buon materiale da cantare e un po’ di autocritica in più che le permetta di capire che nè lei nè il suo uomo di turno sono in grado di scrivere le cose che lei, grandissima interprete, merita di cantare e noi, di ascoltare.
Peccato che finora i casi fortunati per lei siano stati pochi, e quasi tutti a inizio carriera.
Del nuovo album non voglio parlare, sarebbe solo un pregiudizio (e oggi non è neanche venerdì, vero Kekkoz?) ma mi basta ciò che ho sentito finora, non tempera dai colori accesi ma acqua colorata del bicchiere di pulitura dei pennelli.

Qui invece la canzone c’è eccome, e anche Giorgia è perfetta (e veramente strafiga) in una interpretazione con alcune sbavature, ma FINALMENTE EMOTIVA che, complice l’evocazione degli anni sessanta che ci rende tutti più indulgenti, apre letteralmente il cuore e per qualche istante mi porta in una bolla di serenità e pace, la canzone  suona e il tempo si ferma: uno dei piccoli bei momenti della settimana.

Voto: 5stelle

Il Frammento:

Il link al brano completo

PS: nel frattempo ho visto anche la puntata successiva, con la versione di “Downtown”, con qualche piccola stonicchiatura di Giorgia – una vera rarità – ma comunque da guardare e ascoltare

PPS: ho riascoltato la strofa. WOW che bella, ma domani l’avrò dimenticata di nuovo.

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21 risposte a “GIORGIA | Se telefonando

  1. “Se telefonando” è una di quelle canzoni che se le ascolti di mattina poi fino a mezzogiorno continui a cantarle. Non sono unestimatrice di Mina ma ci sono varie canzoni del suo repertorio che davvero mi smuovono dentro.
    Divertente il tuo modo di scrivere, sono arrivata sino in fondo al post e di solito mi fermo molto prima.
    🙂

    • …e in effetti io è da qualche giorno che ce l’ho…addosso, questa canzone.
      ringrazio per l’apprezzamento, seguici ancora.
      a_

  2. Sono cresciuta con Mina, Frank Sinatra, Celentano, Aretha Franklin e altri cantanti eccezionali, merito della buona educazione musicale donatami dai miei genitori… questa che citate è una delle mie canzoni preferite.
    Meravigliosa.
    Ascoltavo questa quando, da adolescente, mi ponevo delle domande pseudo-esistenziali sul mio amore dell’epoca. Quanti ricordi!

    Un bacio,
    Federica

  3. Ho cominciato questa mattina a leggermi tutti i vostri post e ho terminato ora (nel frattempo ho anche lavorato un po’)… che dire:

    Bravi, bravi, bravi!

    Veramente un gran bel blog con una bella idea di partenza (i frammenti musicali) e scritto veramente bene (da entrambi gli autori). Scoprire cose come questa è uno dei motivi che mi fa continuamente ringraziare per l’invenzione del web.

    Musicalmente parlando devo aggiungere che i miei gusti sono probabilmente più vicini a quelli di Valeria (Leonard Cohen, Kiss e Duran Duran sono fra i miei preferiti), ma invidio la grande abilità affabulatoria di Alex; alcuni post sono veramente splendidi (la nota su Pavarotti e il secondo pezzo sui Savoy sopra tutti).

    Aggiungo solo l’invito a non mollare: voi continuate a scrivere e io continuerò a leggervi. Grazie.

    • Peccato che ‘oggi non sia domani’ altrimenti (così dicevo a Valeria poco fa) Dicembre sarebbe già stato un mese fantastico. Invece alziamo la media di Novembre, che proprio non meritava nulla.

      Confesso di aver riletto più volte le tue impressioni sui nostri outing musicali. E mi ha fatto così bene che proprio NON SAI!

      Faremo del nostro meglio per rimanere ‘al nostro livello’, che non sappiamo dov’è ma tu hai fortemente dimostrato di apprezzare.

      Probabilmente, anzi, sicuramente nei prossimi post non riuscirò a tenere lontano il pensiero che Johnson (o Marco?) ci leggerà e, sì, sarà un motivo in più per continuare a dire ‘delle cose puntute’ sui nostri frammenti e a spaccare il capello (e speriamo solo quello, di Pavarotti o no).

      Grazie grazie grazie. E ancora grazie.

    • Ma grazie a te invece! Ti dirò, io personalmente cominciavo ad avere bisogno di una “pacca sulla spalla” figurata perchè per quanto quello che uno fa possa piacergli, il riscontro di terzi senza conflitti di interessi è il vero motore motivazionale.
      Noi non molliamo, ti raccomando… non mollare neanche tu!

    • Figurati.
      Comunque a breve vi mando gli estremi del conto corrente per il bonifico che avevamo pattuito…

      …scherzi a parte, ben lieto che le mie parole vi siano state di conforto.

      Alla prossima!

  4. Giorgia non ha avuto quasi mai la fortuna di Mia Martini nell’interpretare canzoni eccellenti, né il talento come autrice alla pari di Elisa, il suo album migliore secondo me è stato quello con Pino Daniele, da lì è comunque migliorata moltissimo.Nell’ultimo album ci sono tre o quattro canzoni valide, la sua fortuna è di avere una voce sempre gradevole 🙂
    Insieme ad Elisa e Carmen Consoli è la migliore cantante contemporanea che abbiamo in Italia a prescindere 🙂
    Per quanto riguarda “Se telefonando” è davvero bellissima, anche io mi stupisco sempre del fatto che sia stata scritta da Maurizio Costanzo che non sopporto!
    Ciao, alla prossima!

  5. Sono stata preceduta da un “anonimo” che ha già messo il timbro “capolavoro” sia alla canzone che all’interpretazione e quindi mi trovo in doppia difficoltà: combattere contro l’autore del post e contro i fans della canzone e/o di Giorgia. In realtà non sarà una vera battaglia, mi arrendo a metà: Giorgia ha una grande voce e sentirla, nel frammento, cantare cantare cantare senza riuscire a capire da dove le viene tutto quel fiato… è stupore meravigliato.
    La canzone però non mi conquista. Nè cantata da lei, nè cantata da Mina (di cui sono una discreta estimatrice) e l’unica simpatia che smuove il mio cuore di pietra è, ahimè, la nostalgia dei tempi che furono (Ale, sorry… questa canzone non riesco a sentirla attuale).
    Una cosa che mi ha però sorpresa positivamente sono le parole. Conosco la canzone, non conoscevo le parole (e qui si potrebbe aprire una parentesi su quanto poco ci si concentri sui testi… perfino su quelli italiani) e c’è più dramma di quanto lasci intuire la melodia.
    Quello che mi conquista davvero in questo post è, come sempre ma ogni volta di più, lo stile del mio amico prolissone, ormai assurto al ruolo di mio mito personale.
    3 stelle alla canzone (tanto per movimentare un po’ la messa cantata), 5 stelle al mio socio.

    • Uh, che strano, avrei scommesso che ti saresti stracciata le vesti con questa canzone. Le persone non si conoscono mai abastanza!!!
      Pensavo di associarla alla suoneria del tuo numero e forse per spirito di contraddizione lo farò comunque (bello però avere il telefono che canta ‘se telefonando’).

      Io, guarda un po’, non riesco più a togliermela dalla mente, mi sono addormentato cantandola e mi sono risvegliato allo stesso modo.
      Sono perdutamente innamorato di questa versione (della canzone ho già detto abbastanza là sopra) che non vedo l’ora stasera di guardare la registrazione di fiorello, che sigla avrà cantato stavolta?

      Sulle altre belle cose che scrivi (stile, congiunzioni, nessun accenno al congiuntivo che avevo sbagliato, ora subito corretto) non posso che ringraziarti, con questo ho raggiunto la dose di autostima settimanale consigliata.

      PS: comunque, nelle registrazioni di queste sigle, secondo me Giorgia era senza voce, ma brava lo stesso

    • Associa pure la canzone alla suoneria del mio cellulare, non è un dispetto imperdonabile però, se Mina deve essere, preferirei molto di più assai “E poi”. Il fatto che una canzone si ripresenti puntuale al risveglio non è un chiaro indicatore del suo valore, dice invece qualcosa sull’insistenza dei suoi accordi (potrebbe succederti anche con Amanda è libera di Al Bano per dire) e anche sul numero degli ascolti. Il brano completo non l’ho ancora ascoltato, non ho capito se Giorgia era o meno giù di voce (se lo dici tu, facilmente sarà così) dico solo che… quando è possibile prendere fiato cantando il ritornello di “Se telefonando”? Sicuramente non un brano alla portata di tutti/e, e quindi, giù di voce o no, brava Giorgia (fosse pure per non essere morta di asfissia).

    • io, da quando l’ho sentita a Sanremo, “Amanda è libera” non riesco più a dimenticarla!!!
      tutta colpa di quegli “amici” che mi avevano subdolamente invitata per quella che doveva essere una tranquilla serata in compagnia e poi mi hanno rifilato Albano! No, dico: ALBANO!!! 😉
      E quindi concordo con Valeria: svegliarsi con una canzone in testa può essere indice di quanto è fastidiosa, non necessariamente bella. Ad esempio, stamattina canticchiavo “evenu shalom alejem” (perchè ho visto “la versione di Barney” in tv, mica per altro eh) e, come dire.. nonostante non ne sia esattamente una fan neanche l’Anticristo me l’avrebbe cavata di testa.

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