KENNY ROGERS AND THE FIRST EDITION | Just dropped in

Il grande LebowskiVoi non avete idea, non potete avercela. Non potete sapere quante cose ho scritto, e poi cancellato, riscritto e cancellato di nuovo.

Parti da qua, no parti da là, dilungati su  questo, no non farlo, buttala sul personale, no rimani sul generico… insomma, come diceva Cioran “A furia di cambiare atteggiamento nei confronti del sole, non so più da che parte prenderlo”. Sostituiamo la parola sole con qualsiasi altra, il risultato non cambierà (proprietà invariantiva?).

Sono indecisa, sono confusa, sono annoiata e, dopo i risultati delle recentissime elezioni, sono pure parecchio spaventata e però uffa la vita continua, il gas deve essere usato solo per cucinare e riscaldare la casa, le otto ore vanno fatte, i figli vanno cresciuti e bla bla bla bla, bisogna tenersi su (su Valeria su) e  allora vai con un gran dispiego di strategie, alcune complicate e perlopiù inefficaci, altre terra terra e guai a non avercele.

Tra quelle terra terra io personalmente applico e consiglio: andare in palestra (è difficile angosciarsi per lo spread quando salire o scendere le scale procura fitte lancinanti a glutei e gambe), leggere libri ben scritti (e con leggere intendo leggere e non fissare le pagine pensando all’inspiegabile legge elettorale italiana), guardare bei films e ascoltare bella musica.

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MIDLAKE | Bring Down

Qualche giorno fa abbiamo ricevuto una visita al blog dal Brasile. WOW!
Probabilmente in debito di film, io me ne sono fatto uno tutto mio dove il nostro brasiliano è un tipo preromantico, teme l’arrivo dell’estate, il sole e l’allegria ma è già, controvoglia, in maniche corte. Un tipo fuori norma, in effetti, chissà con che terrore attende il carnevale di Rio….
Comunque, sarà di sicuro frutto delle cavalcate della mia mente, ma metti che sia davvero così! Non sarei io se gli negassi un tenero ricordo dell’autunno triste e piovoso che qui è il presente (e lo sarà per, arrotondiamo, almeno centocinquanta giorni), giusto?
Quindi, et voilà, i Midlake.

Non vogliamo essere accusati di plagiare i Radiohead. […] Ascolto molto molto di più i Jethro Tull che i Radiohead […] e potrei scrivere dieci canzoni simili a quelle dei Radiohead prima di una che ricordi i Jethro Tull.”
Dei Jethro Tull parleremo un’altra volta, ma secondo voi, potevo lasciar correre un’affermazione come questa (plagiatori di Radioheaduna delle mie più belle ossessioni), pur presuntuosa e arrogante, e non andarmi ad ascoltare l’album ‘incriminato’?

Non potevo. Continua a leggere

OF MONSTERS AND MEN | Little talks

Ah ragazzi… che belli che sono stati i mesi di maggio e giugno.

Maggio allietato (anche se Ale direbbe funestato) dalla mia festa di compleanno. Chi c’era ha saputo oltre ogni ragionevole dubbio che mi sono divertita e commossa in egual misura, e per parecchio tempo mi sono sentita in stato di grazia, ammantata di gratitudine verso la vita che mi ha circondata di così tante belle persone. Qui e ora lascio pubblica testimonianza di affetto ai miei amici, e la canzone che posto oggi è dedicata a loro, per quanto non sia il classicone “L’amico è” di Baldambembo.

Cosa dire di giugno…. In giugno ho incontrato due persone, che mi hanno fatto stare bene in modi diversi ma ugualmente importanti. Il più famoso dei due è Bruce Springsteen, e il suo concerto  a S. Siro del  7 giugno 2012 è ormai archiviato nella mia memoria come una delle esperienze più positive e gratificanti della mia vita.  Consiglio a chiunque si trascini svogliato e sfiduciato per i corridoi della vita di assistere ad un evento del genere: vi troverete come me (più famosa come  cinica depressa che come groupie eccitata) a rilasciare interminabili e mai richiesti  resoconti entusiastici sulla performance dell’artista, a passare ore su Youtube a rivedere i filmati girati da quei gran fighi del Pit e in generale ad attaccare bottone anche nella sala d’aspetto del dottore pur di diffondere il verbo “Io c’ero, la prossima volta siici anche tu”. Continua a leggere

NATALI PICCOLINI | Volevo dirti

Natale è alle porte. Evviva. Yuhuuuuu!
Ma yuhuu o no (e direi no), è un momento con cui tutti dobbiamo fare i conti, il percorso obbligato da cui si dovrà per forza passare, le cui insidie sono circa quelle che a Monopoli  promette il passaggio per le zone di Parco della Vittoria.
Ne usciremo vivi, sì, ma non indenni. Mai!

Per vincere la mia cronica idiosincrasia verso il Natale, e più precisamente verso il periodo immediatamente precedente, quello in cui tutti si dichiarano più buoni (ma come? Brutti ipocriti, e cosa combinate gli altri 11 mesi! Io buono lo sono tutto l’anno!!!), qualche tempo fa tentai un percorso di avvicinamento, riappacificazione,  sfruttando la mia passione per la musica.
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I’m your man | Leonard Cohen

Mi accingo a commentare questo nuovo frammento in una bella domenica soleggiata di ottobre. Bene, penserete voi, l’autrice è pronta per “O sole mio”.

Errore miei cari: lo stato d’animo oggi è malinconico assai, fiaccato da una settimana isterica, probabilmente concepita da un sadico a cui devo aver fatto qualche grande torto (probabilmente non mi è stato perdonato il frammento dei Soad). La giornata è bella, ma chi ha tempo per godersela? Accerchiata come sono da innumerevoli faccende che sgomitano per essere le prime ad attirare la mia stanca attenzione, con un telefono che suona solo quando mi telefona mia madre, l’autostima e la joie de vivre stanno per esalare l’ultimo respiro. Continua a leggere