NATALI PICCOLINI | Volevo dirti

Natale è alle porte. Evviva. Yuhuuuuu!
Ma yuhuu o no (e direi no), è un momento con cui tutti dobbiamo fare i conti, il percorso obbligato da cui si dovrà per forza passare, le cui insidie sono circa quelle che a Monopoli  promette il passaggio per le zone di Parco della Vittoria.
Ne usciremo vivi, sì, ma non indenni. Mai!

Per vincere la mia cronica idiosincrasia verso il Natale, e più precisamente verso il periodo immediatamente precedente, quello in cui tutti si dichiarano più buoni (ma come? Brutti ipocriti, e cosa combinate gli altri 11 mesi! Io buono lo sono tutto l’anno!!!), qualche tempo fa tentai un percorso di avvicinamento, riappacificazione,  sfruttando la mia passione per la musica.
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ALICE IN CHAINS | Rotten apple

Primo dicembre 2011…. Per coloro i quali si aspettano che da oggi sarà tutto un pubblicare di Bianco Natale e Santa Claus Super Sledge faccio presenti due cose:

1) Con rigore teutonico io apro le danze natalizie sempre e dopo ancora il giorno dell’Immacolata (8 dicembre). Prima di quella data, gli addobbi prematuri che ornano i nostri centri commerciali vengono da me ostentatamente ignorati e intimamente deprecati;

2) Non potete aspettarvi che poche ore nel nuovo mese mi siano bastate per lasciarmi alle spalle novembre, il mese che da sempre per me (e per tutti immagino) è lo spazio temporale in cui si ricordano i defunti. Troppa sfiga? Io non la penso così: è positivo e necessario guardare avanti, avere nuovi stimoli, non farsi mettere all’angolo dai rimpianti ma trovo altrettanto bello e doveroso ritagliarsi dei momenti per ricordare coloro i quali non ci sono più ma che hanno contribuito anch’essi a modellare il nostro mondo e il nostro modo di essere.

Tutto il pistolotto di cui sopra per spiegare (o giustificare?) il presente frammento: Rotten apple degli Alice in chains. Continua a leggere