So young + Sadie | Suede

Questo è il post che prova che la curiosità non è sempre una cosa cattiva (curiosity not always kills the cat).

Vi ricordate quando Alessandro ha postato We are the pigs? Quella canzone non mi ha detto un granchè, e tuttora la penso così.

Però sul post dei Suede c’è stato un interessante scambio di opinioni che mi ha spinto a domandarmi:  possibile che si sbaglino loro? Non è che a non voler approfondire mi perdo qualcosa? E così (curiosità positiva) mi sono messa ad ascoltare e leggere qua e là  di questo gruppo, e con quegli insperati colpi di fortuna che (Dio ti ringrazio) ogni tanto capitano mi sono imbattuta non in una bensì in DUE canzoni dei Suede che mi hanno stesa. A causa del tempo tiranno chissà se riuscirò ancora a  “ravanare” nel portagioie di questo gruppo per cercare un altro anellino che calzi il mio dito però già così mi sento “amata dagli dei”.

La prima cotta è arrivata per So Young, dal primo album del gruppo (Suede del 1993). Gli estimatori della prima ora penseranno “Svegliati tonta!!!! Sono quasi venti anni che questa canzone è in giro per il mondo”! Ma ragazzi, lo sappiamo tutti che non è possibile stare dietro a tutte cose. Per cui non prendetemi in giro, e tirate piuttosto un sospiro di sollievo perché, meglio tardi che mai, ci sono arrivata.

Ho letto il testo  e sembrerebbe (il condizionale è d’obbligo) una canzone “carica”, che inneggia al potenziale illimitato teoricamente a disposizione di ogni giovane, e magari è così. Io però ho fatto un’associazione mentale di tipo diverso: vuoi per la voce singhiozzante di Brett Anderson, vuoi per le atmosfere che gli strumenti evocano , vuoi perché mi è partito l’ennesimo periodo “delle ceneri” … fatto sta che ascolto questa canzone e penso al film Sweet sixteen di Ken Loach (Ale, mi pare già di vedere la tua espressione :-)).

Forse perché la dolcezza nascosta nel titolo è solo una tragica beffa, lo stesso campanello di allarme mi è suonato ascoltando So young. Così giovane. Quanto giovane? Troppo forse? E così ho cominciato a riflettere sul controsenso che è la vita, che ti mette a disposizione tanto quando non sai bene cosa farne, e ti lascia sempre meno  man mano che acquisisci l’esperienza necessaria. La mia chiave di lettura è un po’ drammatica, ma il risultato non mi dispiace: prendi una canzone del 1993 e fanne la colonna sonora di un film “sociale” del 2002: la riflessione che ne scaturisce è attuale anche nel 2011.

Vi rallegrerà sapere che, anche non in abbinata al film, la canzone funziona benissimo lo stesso e magari ci si può più facilmente illudere che quando Brett inneggia “Let’s chase the dragon” non andrà a finire con il giovane di turno con le sopracciglia bruciacchiate (nella migliore delle ipotesi).

Il frammento è l’inizio della canzone (prima strofa + inciso), perchè qui non c’è da aspettare nessun momento benedetto: la canzone parte, continua e finisce bene. L’accoppiata Anderson-Butler, fresca di formazione e ancora lontana dai futuri dissidi, dona la vita ad un brano vario (veloce, veloce, piano, veloce) ma ben coeso. Mi permetto di spendere una lode alla chitarra di Butler che si intreccia, avvolgente e insistente, con la voce di Anderson lungo tutto il brano … due cuori una sola anima.

Il Frammento:

Il link al brano completo

La seconda canzone, e questo è il vero colpo di culo di tutta l’operazione Suede, è Sadie (sciogli lingua: sadie dei suede, sedideisued).

Questa seconda perla fa parte di una raccolta di lati B che si intitola Sci-fi Lullabies. Ho letto che tutte e 27 le canzoni sono belle. Io ne ho ascoltata solo una e ho già perso il sonno (purtroppo non l’appetito) e, pur rendendomi conto di fare quantomeno una pubblicità ingannevole ad una ninna nanna che fa perdere il sonno, raccomando a tutti l’ascolto ripetuto. Il momento di smettere, a detta dell’infermiere che mi ha rianimata, è intorno al 18 ascolto. L’inizio della canzone potrei, come dice spesso Alessandro, ascoltarlo per ore. La struttura della canzone è molto classica: strofa – inciso e avanti così, il testo intenso e  malinconico mi pone delle domande (chi è Sadie? E soprattutto: che cosa fa?) ma anche senza le risposte, FORZA tutti con l’accendino acceso, intonate con me:

Cold, cold as the night, high as the trees, slow as you like
Oh you know she’s she’s cold as the night
High as the trees, slow as you like… Sadie

Il frammento è lungo, ma l’inizio non poteva andare perso, e tantomeno poteva mancare l’inciso e quel nome così intensamente invocato: Seidiiiiiiii

Maria Santissima, sono devastata. E pronta per ricominciare (mi restano 17 ascolti).

I miei voti alle canzoni: 5 stelle ad entrambe

Il Frammento:

Il link al brano completo

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6 risposte a “So young + Sadie | Suede

  1. CONTAGION!!!!!
    Valeria, sono contento di averti passato il germe degli Suede.

    So young è fantastica, la mia preferita numero due e, nonostante la voce sia un bel po’ stonata (quanto basta a me per avere sensazione del tipo ‘unghie sulla lavagna’) la canzone è spettacolare.
    Sadie me l’ero dimenticata ed è anch’essa un bel pezzo. In effetti ricordo che all’epoca ogni singolo portava con sè una bella dose di lati b, tantissimi di grande valore (Ricordo alcuni titoli “killing of a flash boy..circa” e “Big time” ma sono anni che non le ascolto).
    La riflessione sul testo si So young poi mi ha folgorato e mi ha ricordato quanto dovrei stare più attento ai testi delle canzoni di qualche anno fa, quando non avevamo sempre a disposizione le parole e ‘un po’ si andava a naso’, un po’ più spesso ci si arrendeva.

    Bene, molto bene, anzi, benissimo soprattutto perchè potrò liberare qualche kb dal mio hard disk e cancellare l’idea di recensire So young che, ammetto, sarebbe stata imminente.

    Questa volta siamo così d’accordo che ho così poco da aggiungere che userò la virata sul meteo ‘oggi qui c’è il sole, ma è più freddo di ieri’ come scialuppa di salvataggio per alzare il livello della conversazione.

    5 stelle (solo cinque, sebbene secondo il meteo stasera ne vedremo di più…)

    • Ah, come scalda l’approvazione degli amici, soprattutto quando sono pure degli esigenti espertoni!
      In effetti, in mezzo a tanto miele, non hai resistito a spandere la goccia di aceto sulla voce di Brett Anderson. Non so, non ritratto: a me piace. Possiamo eventualmente giustificarlo dicendo che a quel tempo “he was SO YOUNG”, lui e di conseguenza la sua voce un po’ acerba?
      Io opto per il sì.

    • Io per il no, of course (ma…mi arriva lo stesso, eccome se mi arriva).
      Magari ti chiamo per discuterne, oggi qui non ci sta filando nessuno.
      Quasi quasi provo ad annotarmi qui la password della casella email, credo che sia un posto al riparo da occhi indiscreti e non. HA!

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