ARCTIC MONKEYS | Mardy Bum

Domenica mattina presto, e sono di nuovo qua: viva e vegeta o meglio, come disse qualcun altro, sono viva e vegeto.

Ancor prima di entrare in argomento, permettetemi una divagazione (cominciamo bene!) nonché precisazione: io NON odio il Natale; ho solo espresso la mia antipatia per l’imposizione consumistica del Natale come primizia perché ogni frutto ha la sua stagione! Anzi, vi dirò di più: ho amato molto questo periodo, e non solo durante l’infanzia. L’ho amato anche fino a non molti anni fa, e rimangono a testimoniare questo mio affetto rami raccolti nel bosco, addobbi in pasta di sale, stelle di natale intagliate nel cartoncino costi quel che costi (ricordo che costarono almeno un paio di vesciche dove poggiavano le forbici). Negli ultimi anni però alcuni accadimenti hanno definitivamente spogliato la festività della sua magia, non ultimo il fatto che il mio lavoro mi porta a sgobbare come non mai da un po’ prima di adesso fino a fine gennaio, e quindi sono ormai costretta ad alimentare l’esigua fiammella della “fede natalizia” a botte di diavolina ad uso e consumo dei miei due carissimi Natali Piccolini (eh già, anch’io ne ho due).

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